La moda cambia così in fretta che è davvero difficile starle dietro.
A pagina 8 il piercing al sopracciglio sembrava una buona idea …

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…a pagina 26 ci hai già ripensato…

 

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… a pagina 48 sembra tornato in voga …

 

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… quando arrivi a pagina 57 vai a sapere dove l’hai perso.

 

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Da “Dylan Dog N.273 – Seppelliti vivi!”, sceneggiatura di Giancarlo Marzano, disegni di Giovanni Freghieri.
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Ci sono molti stratagemmi utili a far fronte ad un’incombente data di consegna, utilizzare vignette fotocopiate è sicuramente un buon espediente. Magari aggiungendo o togliendo qualche particolare per far sì che le due immagini non siano esattamente identiche.

Magari ricordandosi di cancellare qualsiasi particolare inutile onde evitare di ritrovarsi personaggi con dita extra.

 

Da “Cornelio N.7 – Benvenuti a Villa Fiaba”, sceneggiatura di Mauro Smocovich, disegni di Francesco Bonanno.

Le vignette sono tratte rispettivamente da pagina 52 e 62.

 

Grazie a Roberta.

Ci siamo, eccoci al climax della storia, la bella psicopatica di turno viene smascherata e, prima di uccidere l’eroe, ci racconta fin nei minimi dettagli il suo piano criminale. Non contenta, ci fa pure il vecchio trucco del guanto ballerino. Ah, care belle psicopatiche dai capelli cotonati …
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Si parte, a pagina 84 si infila il guanto alla mano sinistra.
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Tra pagina 85 e 88 ci ripensa.
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E adesso (pagina 89) in rapida sequenza  ora sì, ora no.
Da “Dylan Dog N.2 – Jack lo squartatore”, sceneggiatura di Tiziano Sclavi, disegni di Gustavo Trigo.
Grazie a Luca
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Il lavoro del disegnatore è una perigliosa passeggiata su una lama di rasoio, basta poco, una manciata di millimetri, un bacino più corto del dovuto, un’inclinazione mal calcolata e un ginocchio puntato verso l’alto può divenire qualcosa di molto inquietante.

Da “Nemrod N.11 – Hunter and hunted”, sceneggiatura di Andrea Aromatico, disegni di Giuseppe Candita.

Grazie ad Alberto.

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Una nuova segnalazione su Caravan. A pagina 65 un misterioso bagliore genera qualcosa di veramente singolare. Il fatto che le ombre dei palazzi inizino solo dopo il bordo del marciapiede possiamo interpretarlo come una scelta compositiva, ma come spiegare l’inclinazione totalmente diversa assunta da queste ultime in rapporto alle rispettive ombre dei lampioni, della ringhiera a sinistra e del personaggio?
Che forse non si tratti di ombre ma bensì di pozzanghere? Ma…pozzanghere quadrilatere?

Da “Caravan N.1 – Il cielo su Nest Point”, sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Roberto De Angelis.

 

Grazie a Pasquale.

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Un utente ci invia queste vignette anomale dall’ultimo albo di Dylan Dog. I personaggi nella prima e seconda vignetta si trovano sullo stesso treno, la prospettiva è pressoché identica, così come il design dei sedili, solo le dimensioni sembrano variare. A destra, vicino al finestrino della prima vignetta, c’è posto per due personaggi a sedere, nella seconda vignetta invece lo stesso spazio sembra essere occupato da un unico sedile.

Il nostro lettore è preoccupato, dopo aver visto ciò si rifiuta di entrare nello scompartimento di qualunque treno per paura di rimanere schiacciato dentro una poltroncina mutante. Niente paura, i sedili dei treni nella realtà non cambiano dimensioni.
Il cassetto del lettore cd invece può aprirsi all’improvviso, sparare fuori il disco e decapitarti. Occhio.

Da “Dylan Dog N.273 – Seppelliti vivi!”, sceneggiatura di Giancarlo Marzano, disegni di Giovanni Freghieri.

Grazie a Pasquale.

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Qui viene documentato l’apice toccato da John Doe col suo brutto vizio. Quando uno fuma due sigarette comtemporaneamente è difficile che poi riesca a smettere. Ma la domanda è: cosa sta cercando con l’altra mano? Una terza sigaretta?
Notate l’amico al suo fianco che è rimasto letteralmente senza parole.
Da “John Doe N.3 – Legami”, sceneggiatura di Roberto Recchioni, disegni di Giuseppe Manunta.
Grazie a Enrica.