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Ahi, una frenata improvvisa e il tipo è scaraventato contro un muretto, sul quale va a sbattere di schiena. Osservate i pantaloni, non sembrano avere alcuno strappo.
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Ma, subito dopo, quando arriva una donna a soccorrere il tipo a terra i pantaloni di quest’ultimo appaiono lacerati in più punti. Sembra quasi che nell’intervallo tra le due scene un passante abbia voluto infierire sull’uomo a terra con un taglierino. Viviamo tempi davvero violenti.
Da “Barbara Wolf – Le corps des morts”, sceneggiatura di François Maingoval, disegni di Bruno Marivain.
Grazie a Sabrina.

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Smarrita montagna rocciosa, l’ultimo avvistamento risale a pagina 109 del Texone N.20 – Canyon Dorado (sceneggiatura di Claudio Nizzi, disegni di Giancarlo Alessandrini). Chiunque ne avesse notizia è pregato di contattarci.
Grazie a Fabiano.
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Ah, che bell’atmosfera romantica, il tramonto, Venezia, le gondole che passano lente, che meraviglia starsene lì, a guardare il canale affacciati da…

 

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…da, ehm, Ponte Vecchio a Firenze?!

 

Da Batman #665, sceneggiatura di Grant Morrison, disegni di Andy Kubert e Jesse Delperdang.

 

Grazie a Cristiano.

 

 

In questa sequenza Dylan è una specie di spettro, tipo un ministro-ombra.

 

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Ma la cosa strana è che anche il letto nel quale il nostro eroe vuole coricarsi (anche se ci cammina letteralmente dentro) sembra il fantasma di un giaciglio, infatti è trasparente e attraverso di esso si vedono chiaramente le gambe dell’indagatore dell’incubo.

 

Dalla storia breve “L’uomo che non c’è”, all’interno del “Dylan Dog Color Fest N.5”, sceneggiatura di Giovanni Gualdoni, disegni di Marco Nizzoli.

Grazie a Samuel.

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Una vignetta tratta da “Tex n.502 – Una trappola per Carson”, sceneggiatura di Claudio Nizzi, disegni di Claudio Villa.
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Questa è una vignetta tratta da “Tex N.581 – Lo sceriffo indiano”, sceneggiatura di Tito Faraci, disegni di Gianluca e Raul cestaro.
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Confronto con ribaltamento.
A onor del vero, più che un omaggio voluto non escludiamo che i due si siano semplicemente rifatti allo stesso riferimento fotografico.
Grazie a Paolo.
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Ah, il vecchio trucco della fasciatura intermittente.

Da “Dylan Dog N.253 – I Mostri di Sullivan”, sceneggiatura di Pasquale Ruju, disegni di Giampiero Casertano.

Grazie a Tonio.