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Non solo il tipo è talmente figo da affettare mostri al volo manco fosse Chef Tony che mulina i coltelli Miracle Blade, ma riesce anche ad invertire la posizione delle mani a metà del gesto.
Da “Elric – The balance lost”, sceneggiatura di Chris Roberson, disegni di Francesco Biagini.
Grazie a Francesco.

Guarda un po’ quanto è veloce Dylan Dog ad infilarsi la giacca.

 

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A onor del vero non crediamo si tratti  di una svista di Nicola Mari; in questa storia Dylan si improvvisa uomo di fatica per poter indagare all’interno di una casa di riposo; nelle scene in cui è alle prese con lavori domestici quali pulire i vetri delle finestre o potare le piante del giardino l’indagatore dell’incubo è in camicia, ma stranamente il tratto con cui sono disegnati i suoi abiti sembra farsi più incerto e pasticciato. Con tutta probabilità in redazione non hanno reputato logico che Dylan Dog svolgesse lavori pesanti senza nemmeno togliersi la giacca e hanno deciso di chiamare Quellocheritoccaidisegni per rimettere mano ad alcune scene. Comportamento anche comprensibile, ma perché non ritoccare le pagine fino in fondo invece di far ricomparire la giacca nel bel mezzo di un botta e risposta?
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Da “Dylan Dog N.293 – Gli ultimi immortali”, sceneggiatura di Giovanni di Gregorio, disegni di Nicola Mari.

Grazie a Claudia.

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Dylan Dog è stupito dallo strano fenomeno per il quale le lancette di questa pendola scomparaiono e ricompaiono misteriosamente… ma nessuno sembra notare la singolare disposizione dei numeri sul quadrante dell’orologio.

Se è una cosa voluta ammettiamo di non averla capita, se qualcuno sa spiegarcelo non esiti.

 

Da “Dylan Dog N.293 – Gli ultimi immortali”, sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio, disegni di Nicola Mari.

 

Grazie a Poldo.

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Sì bravo, gira a destra, peccato che il vicolo sia alla loro sinistra.
PS
Curioso il graffito sul muro che, in tempi insospettabili, sembra parlarci di BungaBunga.
Da “John Doe, Trapassati Inc. – La metà oscura della luna”, sceneggiatura di Lorenzo Bartoli, disegni di Valentino Forlini.
Grazie a Geppo.

Ogni tanto riceviamo segnalazioni su curiose interpretazioni di fenomeni fisici o teorie scientifiche, perlopiù provenienti dal mondo dei supereroi americani. Da oggi in poi faranno parte di “Fumettologia nucleare”, il nostro ambizioso progetto che mira ad indagare i misteriosi confini tra scienza e fumetto. Cominciamo con una segnalazione di Cristiano:

 

Aquaman ha appena avuto una mano amputata da un suo nemico, e sta perdendo molto sangue. Cerca quindi l’aiuto di un suo nuovo alleato, ordinandogli di cauterizzargli la ferita con i suoi poteri elettrici. ahahahaha!

Ora, a parte che anche i bambini sanno che per cauterizzare una ferita si usa una punta incandescente (si usa quindi il CALORE, e non l’elettricità che può essere usata al massimo per RISCALDARE tali punte)…l’applicazione di corrente elettrica su tessuti organici senza la protezione della pelle (che per sua natura è un isolante) provoca quello che viene definito “microchoc”, e cioè fibrillazione cardiaca che manda il tilt il cuore anche con valori infinitesimali di corrente (10 Microampere!). Per capirci, così infinitesimali che non ci si accorge neppure di aver “preso la scossa”, non si sente asolutamente niente, ma l’istante dopo si è in punto di morte. Figuriamoci l’effetto di una scossa come quella che il buon Aquaman ha appena preso!
Nel magico mondo dei fumetti DC il simpatico supereroe esce curato da questa operazione, ma se egli fosse vissuto nel mondo reale sarebbe caduto a terra come una pera cotta. O come un pesce lesso.”
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Da “Aquaman – Brightest days #  20”, sceneggiatura di Geoff Johns e Peter J. Tomas, disegni di Ivan Reis, Joe Prado, Julio Ferreira, Oclair Albert, Norm Rapmund, Marlo Alquiza, Andy Owens, Uno Che Passava Di Là.

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– Psst, mio caro, guardi cosa combino mentre portiamo avanti il nostro dialogo. Mi raccomando, lei faccia finta di nulla. E hop!
– Uh uh, mio caro, che sagacia, il vecchio trucco del papillon tramutato in cravatta.
– Eh eh, e la cosa bella è che non se ne accorge mai nessuno.
Da “Gli occhi e il buio” di Gigi Simeoni.
Grazie a Luigi.