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Ok, mentre si cambiano è evidente che una ha il reggiseno e l’altra no.

Osserviamo dopo quando si cambiano d’abito…

 

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Beh, non è cambiato nulla… una ha il reggiseno, l’altra no.

Ok, niente blooper questa volta.

 

Tratto (forse) da Batwoman #0“, di J.H. Williams III e W. Haden  Blackman.

 

 

 

Grazie a Nando.


Le immagini provengono da bleedingcool.com

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E calcolate che da qualche parte ci dovrà pur essere un pollice.

Se la memoria non mi inganna ad oggi non abbiamo ancora avuto un piede a sei dita, il primo che lo trova vince il tanga ufficiale di Nuvole Anomale.

 

Dalla storia “Il banco dei pegni”, pubblicata su Dylan Dog Color Fest 7, sceneggiatura di Sergio Badino, disegni di Giancarlo Alessandrini.

 

Grazie a Ghigo.

Aldilà di tutti i meriti legati alla diffusione della cultura fumettistica e alle approfondite indagini sulla psiche umana di cui il nostro blog si può fregiare, sicuramente possiamo dire di aver messo in luce il rapporto conflittuale che lega fumettisti e bende.

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Osservate ad esempio questa interpretazione di Hieronymus Bosch da parte del disegnatore Geto.

Ora la mano sinistra è avvolta da una fasciatura.

 

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Ma nella pagina successiva, miracolo, nessuna benda sulla mano ferita, che anzi, non è più ferita.

 

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Ma niente paura, un’altra pagina ed ecco tornare la fasciatura.

 

Da “L’ordre du chaos T1 – Jérôme Bosch”, sceneggiatura di Sophie Ricaume e Damien Perez, disegni di Geto.

Grazie a Pierre-Yves.