NathanNever05.jpg

 

NathanNever06.jpg

Noi di Nuvole Anomale restiamo sempre affascinati dalle meraviglie tecniche ipotizzate in Nathan Never, come ad esempio l’auto con la postazione di guida alternata, una volta a destra, una volta a sinistra ecc…

 

Da “Nathan Never N.54 – Bauhaus killer”, sceneggiatura Stefano Piani e Alberto Ostini, disegni di Roberto De Angelis.

Grazie a Claudio.

Captain Marvel,Ed McGuinness

 

Cito da Wikipedia:

“Rosie the Riveter (tradotto: Rosie la Rivettatrice) è un’icona culturale degli Stati Uniti, che rappresenta le donne americane che lavoravano nelle fabbriche durante la Seconda Guerra Mondiale. Molte delle quali erano impiegate in stabilimenti che producevano munizioni e rifornimenti di guerra, spesso sostituendo gli uomini impegnati nell’esercito. Rosie the Riveter è comunemente usata come simbolo del femminismo e del potere economico delle donne.
[…] Nel 1943 […] il comitato per il coordinamento della produzione bellica WPCC (acronimo di War Production Coordinating Committee) realizzò un manifesto di propaganda per sostenere l’impegno statunitense nella seconda guerra mondiale, con l’effigie di Rosie, le cui sembianze vennero tratte da una foto scattata a Geraldine Doyle (1924-2010), diciassettenne operaia in una fabbrica del Michigan.”

 

Captain Marvel,Ed McGuinness

Copertina per Captain Marvel #1, realizzata da Ed McGuinness.

 

Grazie ad Alberto.

Il N.320 di Martin Mystère “Anni trenta” (sceneggiatura di Alfredo Castelli, disegni di Giancarlo Alessandrini) è una sarabanda di citazioni cinematografiche, dove si rincorrono senza soluzione di continuità innumerevoli riferimenti a note e meno note pellicole degli anni ’30, difficile dunque stabilire se all’apparire di un improvviso anacronismo ci troviamo difronte ad un errore o meno. Umbran però ci fa notare un curioso quanto piccolo dettaglio che probabilmente è frutto di una svista.

La vicenda, come da titolo, si svolge nella terza decade del ventesimo secolo e tutto nell’ambientazione è coerente col periodo, ad eccezione di un piccolo dettaglio.

Myst02.jpg

Sulla sommità dell’Empire State Building si è arrampicato questo gigantesco scimmione (be’, non c’è bisogno di dire quale film viene citato qui).

Sulla cima dell’edifico però svetta una lunga antenna che in realtà venne installata solo negli anni ’50, dunque è impossibile che possa trovarsi lì una ventina di anni prima.

Kong.jpg

 

Grazie ad Umbran.

Ah, le donne, sempre indecise su cosa mettersi. Un attimo prima sono in auto con un paio di pantaloni lunghi e si lamentano di non essere riuscite a fare colazione.

 

Dyd72.jpg

Un attimo dopo, alla stazione di sosta per sgranocchiare qualcosa, sono già in gonna.

Dyd73.jpg

Da “Dylan Dog N.308 – La Dea Madre”, sceneggiatura di Giuseppe De Nardo, disegni di Marco Nizzoli.

Grazie a Il Signor M.

Dyd70.jpg

Attenzione Dylan!

In questa scena, mentre l’Indagatore dell’Incubo e una procace rossa, ehm, ripassano alcune prese di Judo, si scatena un classico fenomeno Poltergeist. Così un paio di cesoie, schivato per un pelo, squarcia la giacca di Dylan Dog (per altro la sua preferita).

Un tipico caso di cesoie-poltergeist.

 

Dyd71.jpg

 

Ma subito dopo l’affilato strumento non sembra aver lasciato alcun segno sulla giacca di Dylan (per altro la sua preferita)!

Un tipico caso di rammendo-poltergeist.

 

Dal “Dylan Dog Color Fest N.8”, sceneggiatura di Pasquale Ruju, disegni di Lito Fernandez.

 

Grazie a Claudio.