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Eta Beta arriva a casa di Topolino, sembra essere accaduto qualcosa di preoccupante, Pluto aspetta diligentemente sulla porta d’entrata mentre l’altro si domanda come agire.

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Quando però Eta Beta racconta la stessa scena, nel momento in cui dice la frase “pdevo riuscire a pcontattarli! Ma… pcome?” Pluto si trova in casa.
Ti avevo detto di aspettare fuori, cane cattivo!

 

Da “Topolino e il sorprendente 3000”, tratto da (appunto) Topolino N.3000, sceneggiatura e disegni di Casty.

Grazie a Ciana86

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Ci si domanda come abbia fatto Zio Paperone ad accumulare così tanti soldi con simili difficoltà a far di conto. Per lui 10 dollari più un centesimo fa 10,001 dollari.

 

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Sempre nella stessa storia:

“I nostri paperi cascano attraverso uno specchio e finiscono in una realtà alternativa. Nel farlo, lo specchio si rompe. Grazie alla magia riescono a tornare nel loro mondo risbucando fuori attraverso lo specchio rotto. Ma nella tavola successiva lo specchio è di nuovo intero.”

Va bene che lo specchio è magico, ma non sembra esserci l’autorigenerazione tra i suoi poteri.

 

Da “Zio Paperone e lo specchio magico” in Topolino n.1658, sceneggiatura di Bruno Sarda, disegni di Luciano Gatto.

Grazie a Pasquale.

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Va bene che non ci aspettiamo certo di trovare storie caratterizzate da una rigorosa ricostruzione storica sulle pagine di Topolino, ma a tutto c’è un limite…
La storia di copertina di Topolino n. 2827, “Paperino e gli spettri della città fantasma” (sceneggiatura di Fausto Vitaliano, disegni di Andrea Freccero) è ambientata in una città del west dove fa bella mostra il cartello che indica la “novità cinematografica del 1860” del cinema locale: il film “Maciste contro Billy the Kid”, lo stesso film che ritorna poi più volte nei discorsi dei personaggi come un tormentone.
Ora:
– il cinema è stato inventato nel 1895, in Europa;
– Maciste è stato creato per il film italiano “Cabiria” di Giovanni Pastrone con sceneggiatura e didascalie di Gabriele d’Annunzio, nel 1914;
– Billy the Kid è nato in America, sì, ma nel 1859.
se il film citato è uscito nel 1860, forse che Billy è stato un bambino prodigio tipo Shirley Temple? Saperlo…
Grazie a Sergio
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Qualcosa di strano accade in questa sequenza tratta da “Topolino e il mistero di Tapioco Sesto”, a firma del maestro Romano Scarpa .
Sfogliando un numero di Topolino qualcuno potrebbe domandarsi: ma come mai Pietro Gambadilegno non ha la gamba di legno? O almeno, perché non l’ha più?
Secondo la tesi più accreditata si è deciso di ridare al nostro l’uso di entrambe le gambe proprio perché i disegnatori non riuscivano mai a ricordare da quale parte stesse la protesi.
Possiamo ben rendercene conto mettendo a confronto questa scena con la seguente vignetta (quasi coeva) da “Topolino e lo strano potere del Flip” ad opera di Floyd Gottfredson.
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Grazie ad Amilcare
Cominciano a piovere segnalazioni dai lettori.
Ricevo e inoltro queste due vignette dalla striscia di Mickey Mouse del 1947, realizzate dal grande Floyd Gottfredson.
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Orazio si mangia le unghie. Ma ha ancora i guanti? Le mani di Orazio senza guanti dovrebbero essere nere.
O sono state disegnate le unghie sopra i guanti bianchi? Mistero.
Grazie ad Amilcare per la segnalazione.