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Un piccolo “Nuvole Anomale Classic”. Immaginate come è fatto un aquilone e da che parte dovrebbero essere rivolti i bastoncini che ne compongono la struttura quando è esposto al vento.

La scena è tratta da “Kite Megalomania” del 1946, i disegni sono di Carl Barks.

 

Grazie a Orlando.

Controventoultima modifica: 2009-09-19T12:47:00+02:00da nuvoleanomale
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5 Thoughts on “Controvento

  1. Spiacente ma il disegno è corretto. Soprattutto per dare solidità all’aquilone la velatura deve “appoggiare” sulla nervatura. In aquiloni come questo, la briglia (il filo), viene attaccato all’incrocio dei bastoncini bucando la carta o la stoffa. Così, tra l’altro, da terra si gode la visione dell’aquilone e delle sue decorazioni senza che le stecche “disturbino” il disegno…

  2. Così vi vogliamo, all’erta e pignoli come noi, così oltre alle castronerie nei fumetti scoprite anche le nostre 😉

    Se abbiamo preso subito per buona la segnalazione di Orlando è perché abbiamo vissuto un’infanzia traumatica popolata da aquiloni con le stecche poste sulla faccia inferiore, o almeno, dopo un rapido consulto, abbiamo stabilito che così erano gli aquiloni che alcuni di noi costruivano in colonia da piccoli. E possiamo assicurare che volano tranquillamente anche il quel modo. Forse erano forme più primitive di aquilone o forse nella setta degli istruttori delle colonie si insegna a costruire aquiloni al contrario, probabilmente è una cosa che fanno per pervertire le giovani menti. Però ora che ce lo fate notare è vero, se uno decora l’aquilone, in quella maniera si vede peggio il disegno.

    Possiamo dichiarare che questo non è un blooper perché, a quanto ci è sembrato di capire, gli aquiloni possono essere costruiti in diversi modi.

    Nella sua mail Orlando specificava un’altra anomalia nel disegno, a suo parere sarebbe strana la forma della vela in quanto la lunghezza delle due parti in cui viene divisa la spina dalla traversa sono quasi uguali, ciò renderebbe difficile il volo dell’aquilone che invece dovrebbe avere quei due segmenti di dimensioni molto diverse tra loro.
    Su questo però non sapremmo proprio che dire, lasciamo la parola agli esperti di “aquiloneria” o comunque si chiami il settore.

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