Visto che l’argomento “inversione di balloon” appassiona:

Starr01.jpg

Ehm…

 

Starr02.jpg

…forse così ha più senso, no?

 

Da “Starr L’Uccisore”, sceneggiatura di Daniel Way, disegni di Richard Corben.

 

Grazie a Pasquale.

Eh?: Starr L’Uccisoreultima modifica: 2012-08-07T16:01:15+02:00da nuvoleanomale
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4 Thoughts on “Eh?: Starr L’Uccisore

  1. In attesa di una replica di Daniel Way, Richard Corben o qualche esperto, vorrei dare un mio BREVE contributo. Faccio notare che decontestualizzando la tavola diventa difficile cogliere l’unità strutturale del racconto, e formulare un’analisi corretta. L’apparente disarticolazione del dialogo di Starr sarebbe spiegabile nel caso il personaggio sia solito intercalare con frasi tipo “intrusi andatevene” e altri modi di dire americani, rendendolo in questo caso autorefenrenziale e dunque logico. Propongo di riprodurre tutte le tavole, possibilmente in lingua originale per cogliere ulteriori sfumature e eventuali errori di traduzione-posizionamento. Detto questo, concordo, il testo è invertito. 😉

  2. Concordo riproponete tutte le tavole.
    Ma tutte, eh? Così lo leggo agratis…. 🙂

  3. Io non riesco a capire quando un certo stile va a scontrarsi con la fluidità della storia. Roba che uno deve ritornare a leggere, cercare di smantellare i vari tasselli per poi ricomporli diversamente e poi alla fine, magari, si dimentica di quello che ha letto precedentemente e gli tocca rileggere.
    solo che così è troppo autoreferenziale. Inoltre se lo fa un fumettista alle prime armi è un errore madornale, se lo fa uno che è già famoso è perché fa parte del suo stile.
    Non dico che la narrazione deve essere banale però ci deve essere un giusto compromesso sennò sembra tanto: “Io lo faccio così e se non capiscono è perché loro sono dei totali idioti.”
    Mi sembra tanto egoistico.

  4. Ah ah ah, vi adoro 🙂
    Ricordiamo che Starr è un fumetto piuttosto longevo, la cui prima apparizione è addirittura precedente alla versione fumettistica del Conan di Robert E.Howard. Per essere sicuri di non perderci alcuna sfumatura del linguaggio del biondo cimmerio pubblicheremo anche le sue precedenti avventure XD

    Parlando seriamente della questione dialoghi: Alma, se ho ben compreso il tuo punto di vista credo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda (anche se, in genere, non percepisco da parte di molti sceneggiatori la volontà di essere eccessivamente criptici, quanto piuttosto un’errata valutazione della fluidità e accessibilità dei propri dialoghi).
    Il tema è molto complesso e si presta ad infiniti distinguo, inoltre non credo di avere la competenza necessaria per parlare nel dettaglio della questione dialoghi, ma, da lettore, penso che, come molte cose nell’arte, sia importante soprattutto la coerenza stilistica. In un fumetto dove anche il semplice atto da parte di un personaggio di sedersi è anticipato dallo spiegone “adesso mi siedo”, uno scambio di battute che necessita una doppia lettura risalterà come un nudista in Piazza San Pietro durante l’Angelus.
    Al contrario, lo stesso passaggio in un fumetto che fin dalla prima vignetta richiede maggior attenzione da parte del lettore non ci apparirà macchinoso.

    Ovviamente tutto questo non riguarda in fumetto di questo post. Qui ci troviamo difronte ad una semplice distrazione (mi accorgo ora di non aver indicato il nome della letterista, vado ad aggiungerlo).

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