Con questo post vogliamo inaugurare una nuova rubrica dedicata a tutti quegli eroici personaggi dei fumetti che sfidano gli scorci prospettici più arditi, assumono le posizioni più scomode, si lussano una per una tutte le articolazioni dei propri corpi di carta nel tentativo di regalarci scene di elevato dinamismo.
Un sentito ringraziamento ai loro sforzi, allo scricchiolare dei loro fisici piagati da posture dolorose, schiacciati dal peso di smisurate masse muscolari e importunati dalle arroganti rivendicazioni della prospettiva.

 

Iniziamo con questa copertina, notate lo stoicismo della ragazza in basso, nonostante spalle e braccia sembrino andare in direzioni incompatibili con tronco e gambe la sua espressione non tradisce la minima sofferenza. Un commosso grazie.

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Grazie a Francesco.

Una curiosa curiosità giusto per arricchire la già notevole cultura fumettistica dei nostri lettori.

C’è stato un Java prima del Java assistente di Martin Mystère, era un personaggio della serie “Metamorpho”. In entrambi i casi il nome è un chiaro riferimento all’uomo di Java.

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Lo so, vi abbiamo un po’ cambiato la giornata.

 

Grazie a Umbran.

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Ok, mentre si cambiano è evidente che una ha il reggiseno e l’altra no.

Osserviamo dopo quando si cambiano d’abito…

 

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Beh, non è cambiato nulla… una ha il reggiseno, l’altra no.

Ok, niente blooper questa volta.

 

Tratto (forse) da Batwoman #0“, di J.H. Williams III e W. Haden  Blackman.

 

 

 

Grazie a Nando.


Le immagini provengono da bleedingcool.com

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E calcolate che da qualche parte ci dovrà pur essere un pollice.

Se la memoria non mi inganna ad oggi non abbiamo ancora avuto un piede a sei dita, il primo che lo trova vince il tanga ufficiale di Nuvole Anomale.

 

Dalla storia “Il banco dei pegni”, pubblicata su Dylan Dog Color Fest 7, sceneggiatura di Sergio Badino, disegni di Giancarlo Alessandrini.

 

Grazie a Ghigo.

Aldilà di tutti i meriti legati alla diffusione della cultura fumettistica e alle approfondite indagini sulla psiche umana di cui il nostro blog si può fregiare, sicuramente possiamo dire di aver messo in luce il rapporto conflittuale che lega fumettisti e bende.

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Osservate ad esempio questa interpretazione di Hieronymus Bosch da parte del disegnatore Geto.

Ora la mano sinistra è avvolta da una fasciatura.

 

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Ma nella pagina successiva, miracolo, nessuna benda sulla mano ferita, che anzi, non è più ferita.

 

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Ma niente paura, un’altra pagina ed ecco tornare la fasciatura.

 

Da “L’ordre du chaos T1 – Jérôme Bosch”, sceneggiatura di Sophie Ricaume e Damien Perez, disegni di Geto.

Grazie a Pierre-Yves.

Si dice che i biliardi abbiano sei buche e che queste ultime non si trovino mai sulla sponda più corta.

 

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Ma probabilmente sono solo dicerie.

 

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Questa immagine proviene da www.biliardi.com.

 

Da “Cassidy N.15 – Diva” ,sceneggiatura di Pasquale Ruju, disegni di Elisabetta Barletta.

 

Grazie a Umbran.

Spero che stiate approfittando dei benefici influssi della crisi internazionale che ci allontanano da attività banali e superflue come starsene mollemente stravaccati su di una spiaggia assolata, facendoci invece riscoprire le cose veramente importanti della vita, tipo seguire il nostro scintillante blog.

Niente di meglio a pochi passi da Ferragosto di un bel blooper classico.bloopersavengers.jpg

Il Sinistro Mietitore, con la falce a sostituirgli la mano, qui raffigurato da un disegnatore con uno scolapasta al posto del cranio.

 

Grazie a Joe.

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…ma probabilmente a nessuno frega che: ben prima della serie “Dr Morgue”, edita da Star Comics, esisteva un quasi omonimo fumettistico, nel ’59 infatti Hector G. Oesterheld e Alberto Breccia firmavano la storia “Doctor Morgue”.

Come si evince dal nome entrambe le storie trattano della vita avventurosa e drammatica di alcuni gelatai artigianali.

 

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Grazie a Ernesto.