Guarda un po’ quanto è veloce Dylan Dog ad infilarsi la giacca.

 

Dyd54.jpg
A onor del vero non crediamo si tratti  di una svista di Nicola Mari; in questa storia Dylan si improvvisa uomo di fatica per poter indagare all’interno di una casa di riposo; nelle scene in cui è alle prese con lavori domestici quali pulire i vetri delle finestre o potare le piante del giardino l’indagatore dell’incubo è in camicia, ma stranamente il tratto con cui sono disegnati i suoi abiti sembra farsi più incerto e pasticciato. Con tutta probabilità in redazione non hanno reputato logico che Dylan Dog svolgesse lavori pesanti senza nemmeno togliersi la giacca e hanno deciso di chiamare Quellocheritoccaidisegni per rimettere mano ad alcune scene. Comportamento anche comprensibile, ma perché non ritoccare le pagine fino in fondo invece di far ricomparire la giacca nel bel mezzo di un botta e risposta?
Dyd55.jpg

Da “Dylan Dog N.293 – Gli ultimi immortali”, sceneggiatura di Giovanni di Gregorio, disegni di Nicola Mari.

Grazie a Claudia.

Dyd53.jpg

Dylan Dog è stupito dallo strano fenomeno per il quale le lancette di questa pendola scomparaiono e ricompaiono misteriosamente… ma nessuno sembra notare la singolare disposizione dei numeri sul quadrante dell’orologio.

Se è una cosa voluta ammettiamo di non averla capita, se qualcuno sa spiegarcelo non esiti.

 

Da “Dylan Dog N.293 – Gli ultimi immortali”, sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio, disegni di Nicola Mari.

 

Grazie a Poldo.

 

 

Dyd52.jpg
Siamo talmente disabituati a vedere i telefoni pubblici nelle nostre città che non sappiamo più come sono fatti.
Da “Dylan Dog N.289 – La via degli enigmi”, sceneggiatura di Giuseppe De Nardo, disegni di Daniele Bigliardo.
Grazie a Marco.
Dyd51.jpg
In questa scena Dylan ed il suo amico devono risolvere un enigma saltando nella giusta sequenza sopra i numeri riportati sul pavimento.
A rendere tutto più difficile c’è anche che i numeri sembrano cambiare da una vignetta all’altra.
Da “Dylan Dog N.290 – L’erede oscuro”, testi di Giuseppe De Nardo, disegni di Daniele Bigliardo.
Grazie a Marco.

In questa sequenza Dylan è una specie di spettro, tipo un ministro-ombra.

 

Dyd46.jpg
Ma la cosa strana è che anche il letto nel quale il nostro eroe vuole coricarsi (anche se ci cammina letteralmente dentro) sembra il fantasma di un giaciglio, infatti è trasparente e attraverso di esso si vedono chiaramente le gambe dell’indagatore dell’incubo.

 

Dalla storia breve “L’uomo che non c’è”, all’interno del “Dylan Dog Color Fest N.5”, sceneggiatura di Giovanni Gualdoni, disegni di Marco Nizzoli.

Grazie a Samuel.

Dyd45.jpg

 

Ah, il vecchio trucco della fasciatura intermittente.

Da “Dylan Dog N.253 – I Mostri di Sullivan”, sceneggiatura di Pasquale Ruju, disegni di Giampiero Casertano.

Grazie a Tonio.