Dite la verità, pensavate di esservi liberati di noi. Credevate che l’enorme successo di questa nostra iniziativa ci avesse incatenati a quell’esistenza fatta di coca-party, groupies, interviste e vernissage (che poi non sappiamo cosa siano) a cui spesso approdano i blogger di successo come noi. Oppure pensavate fossimo finalmente partiti per quel paese dove alcuni di voi sono soliti indirizzarci.

Macché, siamo sempre qua.

In questa puntata di Jonathan Steele il tipo a sinistra espone un concetto di natura licenziosa alla donna che gli sta difronte (il gesto volgare della mano destra palesa la trivialità del tema trattato) per fortuna  un atto di tempestiva censura ha lasciato il guitto senza parole.

A onor del vero la donna reagisce alla smargiassata con sogghigno birichino. Femmina dissoluta.

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Ammettiamo che non si tratta del più interessante degli aggiornamenti, ma capiteci, dopo questa lunga assenza siamo un po’ arrugginiti, dateci il tempo di scaldarci ^_^

Da Jonathan Steele N.49 “La principessa (demoniaca) delle fate”, sceneggiatura di Federico Memola, disegni di Christopher Possenti, lettering di uno/a che non c’aveva voglia.

Grazie a Claudio (cheiddìolobenedica).

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In caso non l’avessi capito.

Decliniamo ogni responsabilità sulla qualità di queste immagini 😀

Da “XIII – Tutte le lacrime dell’inferno”, sceneggiatura di Jean Van Hamme, disegni di William Vance, lettering di… boh!

Grazie a Claudio


PS

Claudio, prova ad accendere la luce quando fai le foto XD

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Quello più istruito di noi (licenza media conseguita alle scuole serali) insiste nel dire che il singolare di ‘vestigia’ è ‘vestigio’. Mah…

 

Da “Sul Pianeta Perduto”, sceneggiatura di Antonio Serra, disegni di Paolo Bacilieri.

Grazie a Pasquale.

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Ehm…

 

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Forse così ha più senso.

 

Da “Blacksad 4 – L’inferno, il silenzio”, sceneggiatura di Juan Díaz Canales, disegni di Juanjo Guarnido. Volume edito in Italia da Rizzoli Lizard.

Grazie a Nanni.

In questo fumetto francese, L’ordre du Chaos II (sceneggiatura di Sophie Ricaume e Damien Perez, disegni di Bruno Rocco) che non credo abbia mai visto un’edizione italiana, Machiavelli apre un grosso volume e ne legge alcune frasi. Quello che lascia interdetti è la lingua nella quale è scritto il testo, non sembra italiano cinquecentesco. Per dirla tutta non sembra proprio italiano.

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Grazie a Franco.

Visto che l’argomento “inversione di balloon” appassiona:

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Ehm…

 

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…forse così ha più senso, no?

 

Da “Starr L’Uccisore”, sceneggiatura di Daniel Way, disegni di Richard Corben.

 

Grazie a Pasquale.

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Ehm…

 

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…forse così ha più senso, no?

 

Da “Julia N.162 – La guerra di Peter”, sceneggiatura di Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza, disegni di Valerio Piccioni, lettering di Maria Pejrano.

Grazie a Umberto.

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E così Forth Season diventa il “Forte Stagione”(Fort Season).

Mi rendo conto che come errore non è granché ma ci piaceva il fatto che una mancata lettera creasse una parola di diverso senso.

 

Dal “Dylan Dog Color Fest N.8”, sceneggiatura di Andrea Cavaletto, disegni di José Ortiz, lettering di Marina Sanfelice.

Grazie a Umberto.

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Già il fatto che qualcuno legga Nuvole Anomale ci riempie di stupore, oltre che di malcelato orgoglio. Ancora di più ci stupisce esser letti da studiosi di latino con tanto di laurea. È il caso di Elisa che ci scrive:
Vorrei segnalare un clamoroso errore su Valter Buio n.6 “Ricordi di un’amnesiaca”.
A pagina 5 troviamo la guida turistica che dice:

“Il nome stesso di Roma deriverebbe dall’Etrusco -rumon- che significa fiume o dal verbo -ru-… cioè scorrere”.

Peccato che non esista alcun verbo “ru” in latino (nè in etrusco) che significa scorrere, semmai “ruo” in latino significa scorrere (avrà sbagliato a copiare?). E non è ipotizzabile nemmeno che ci si riferisse alla radice di “ruo” (che andrebbe scritta così ru- ), visto che nella frase si afferma proprio: il verbo “ru”, che evidentemente esiste solo in Valter Buio.”


A onor del vero nell’ultimo numero di Valter Buio sono arrivate le scuse per la svista.
Da “Valter Buio N.6 -Ricordi di un’amnesiaca”, sceneggiatura di Alessandro Bilotta, disegni di Sergio Gerasi, Dario Sansone e Andrea Del Campo.