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Nel futuro andranno di moda queste magliette che ogni tot minuti cambiano l’orientamento del disegno. Le venderanno assieme a dei calzini che si rattoppano da soli.

 

Da “Nathan Never N.36 – Tragica ossessione”, sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Stefano Casini.

 

Grazie a Niccolò.

Nonostante la serie Caravan si sia ormai conclusa, continuiamo a ricevere segnalazioni come piovessero. Stavolta Ciana86 ci fa notare un passaggio piuttosto bizzarro all’interno dell’ultimo volume, il N.12, intitolato “I cancelli dell’Eden” (sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Giancarlo Olivares).
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“[…] In breve: Davide Donati con la sorella e Jolene Shawnessy con la madre si
erano nascosti in una città dove la carovana si era fermata.
La carovana era quindi ripartita senza di loro; durante il tragitto notturno
della carovana, Lance che si era “sostituito” a Davide e guidava a rimorchio il
camper dei Donati, fa saltare il camper e fugge con la macchina nel deserto.
La fuga di Lance viene subito fermata dai soldati (che credono che in auto ci
siano Davide & Company).
Sappiamo da Davide che la fuga di Lance dovrebbe essere un diversivo per
guadagnare tempo ma non ha senso.
Infatti i soldati si sono accorti dell’assenza di Davide e gli altri solo
quando hanno fermato l’auto in fuga e si sono resi conto che a guidarla non era
Davide ma Lance. A quel punto si sono ovviamente messi alla ricerca (con il
satellite) di Davide, la sorella e le Shawnessy.
Senza quello stupido diversivo probabilmente non avrebbero mai scoperto (o
comunque lo avrebbero scoperto più tardi) che era Lance a guidare il camper dei
Donati[…]”

Alcuni nostri lettori sono capaci di andare a scandagliare qualsiasi microscopico recesso della pagina pur di rivelare un blooper.

E’ il caso di Ciana86 che ci sottopone la seguente segnalazione.

 

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“Vista l’ora”…sicuramente è notte fonda.
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Però secondo questo ingrandimento del video (cogliamo l’occasione per ringraziare l’ente spaziale americano che ci ha prestato il microscopio) potrebbero essere solo le 10:40 del mattino.

 

Da “Caravan N.12 – I cancelli dell’Eden”, sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Giancarlo Olivares.

Grazie a Ciana86.

 

Giuseppe ci ha inviato una segnalazione che noi non saremmo mai in grado di spiegare con parole nostre senza farci esplodere la testa.

Per questo prenderemo in prestito le sue:

>ad un cubo di cui vediamo tre facce complete, segue un ulteriore
punto di vista in cui si scopre una faccia completa adiacente ad una faccia con il solo pezzo centrale(!) in disordine

intanto cerco di dirla subito in due parole:

come si vede nella simulazione che allego, con il cubo in una configurazione del genere
anche portando ad uno stato di risoluzione più avanzata possibile le rimanenti facce
è impossibile avere almeno due facce complete adiacenti

mentre nella vignetta precedente non solo è proprio quello che si vede
ma se ne può dedurre persino una terza!

tre facce complete, tutte e tre adiacenti tra loro:
combinazione con la quale sarebbe impossibile avere una quarta faccia completa con il centro in disordine,
a precindere dallo stato di risoluzione delle due rimaste

adesso invece cerco di dare una inutile spiegazione a quanto ho scritto:

i pezzi di un cubo non possono assumere tutte le combinazioni possibili e immaginabili
muovedosi “vincolati” ai loro assi di rotazione

quando vediamo un cubo apparentemente in disordine
quella è una delle relativamente “limitate” combinazioni che i pezzi del cubo possono assumere

se ad esempio si smontasse il cubo e lo si rimontasse casualmente le combinazioni che si potrebbero ottenere sono
più numerose (non chiedetemi di quanto) di quelle raggiungibili facendo girare i pezzi di un cubo propriamente montato

insomma i pezzi mantengono sempre una certa “dipendenza” tra loro
tanto che è semplicemente impensabile, ad esempio, poter avere un solo unico pezzo orientato male
in un cubo perfettamente completo

ma il caso in questione è ancora più curioso
perché se è già impossibile avere un cubo completo con un singolo pezzo in disordine, qualunque esso sia,
è comunque ovvio che se il pezzo in questione è un centro, inevitabilmente un altro centro debba aver preso il suo posto!

ora, i pezzi centrali delle facce del cubo sono gli unici non intercambiabili,  gli unici “fissi”,
nel senso che tra di loro sono sempre nella stessa relazione

non possono quindi essere scambiati due centri adiacenti,
possiamo solo:
farli ruotare tutti insieme dimodoché a nessuna delle facce corrisponda il suo
o invertire due opposti che tenderanno comunque a ristalibire la corretta relazione con i rimanenti centri
se vogliamo che tutti gli spigoli e gli angoli mantengano il giusto orientamento
…con le conseguenze che si vedono nell’immagine (l’inevitabile scambio degli ulteriori due centri consecutivi)

Insomma l’unica spiegazione plausibile è che quel cubo sia stato smontato e rimontato male (magari da qualcuno frustrato dall’incapacità di risolverlo), il che spiegherebbe perché a Fred, a pagina 95, “rimane sempre qualche casella fuori posto”

 

..fiuuu…

 

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Da “Caravan N.11 – Rivelazioni”, sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Fabio Valdambrini.
Grazie a Giuseppe.
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Sul muro della stanza è ben visibile un poster ritraente il logo del gruppo musicale”Bishoonen”. Peccato che la sequenza sia ambientata negli anni ’80, mentre, a giudicare da quanto si legge nel sito del gruppo, i Bishoonen non si sono formati che nel 1999.
Da “Caravan N.6 – America, America”, sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Andrea Cuneo.
Grazie a Sonia.
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Tra uno spumante e un panettone
ecco arriva tosto la segnalazione
Non esiste blooper, per quanto microscopico e insignificante, che sfugga all’occhio dei nostri lettori. Provate a contare i denti di quel rastrello.
Da “Caravan N.4 – La storia di Carrie”, sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Werner Maresta.
Grazie a Elisa.
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No, non siamo fissati con Caravan, sieti voi che continuate a segnalarcelo. Brutti spioni.
Da “Caravan N.2 – Il ribelle”, sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Stefano Raffaele.

Grazie a Elisa.

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Non so, forse l’espressione “all’epoca gli somigliavo, avevo dei baffoni così” suonerebbe meglio in bocca ad uno che non sfoggiasse ancora dei baffi così.
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Da “Caravan N.2 – Il ribelle”, sceneggiatura di Michele Medda, disegni di Stefano Raffaele.
Grazie a Elisa.